lunedì 31 maggio 2010

Misunderstood: Gilera CX '91



Commercializzata tra il '91 e il '93 è una delle moto più particolari di sempre ed è stata disegnata da Marabese Design. Coda corta, carene avvolgenti e "coprenti" come andava di moda allora, con il cupolino chiuso e una fessura piccolissima, le frecce integrate negli specchi retrovisori ma soprattutto con una ciclistica molto particolare. Anterioremente è equipaggiata con un monobraccio quasi verticale (Paioli) molto futuristico, da considerare in relazione all'anno e al tipo di moto (125cc), in più i cerchi li definerei unici nel loro genere, prodotti da Grimeca, praticamente lenticolari, enfatizzano l'assenza di strutture telaistiche sul lato destro dato che anche posteriormente è stato scelto il monobraccio. Perfino i dischi freno (ant. da 300mm post. da 240mm) sono stati posizionati sul lato sinistro tra sospensioni e ruote per nasconderli alla vista dal lato destro. A completare il quadro, un telaio in lega di alluminio che però è assolutamente coperto. E' stata prodotta in circa 1000 esemplari di cui poco più di 500 per il mercato italiano anche se oggi ne sopravvivono solo 206. Oggi, appartiene a un'epoca lontana in cui i 125 erano moto a tutti gli effetti, potenti e velocissime; per il suo coraggio tecnico e stilistico è considerata una grande incompresa, ma la sua comparsa nelle mostre di oggi sta a significare la sua progressiva rivalutazione tra gli appassionati veri che, forse, non l'avevano nemmeno dimenticata davvero.
Nota tecnica: 125cc, 28 CV a 10500giri/min per 136Kg e 170 Km/h.

venerdì 28 maggio 2010

Gordon Murray


Ingegnere sudafricano classe 1947, forse il migliore dell'epoca moderna nel mondo delle auto da corsa e sportive (insieme ad Adrian Newey -britannico- e Rory Byrne, anche lui sudafricano). Progettista Brabham prima e McLaren dopo, ha progettato alcune famose F1 oltre che velocissime vetture stradali. Dal 1986 al 2004 è stato Direttore Tecnico in McLaren e ha diretto lo sviluppo della McLaren F1 e della Mercedes McLaren SLR, infine ha messo lo zampino anche nello sviluppo della mostruosa Caparo T1. Oggi è a lavoro come indipendente su un progetto totalmente diverso: un'utilitaria elettrica denominata T25. Tra le F1 annovera tra le altre la Brabham BT46B (quella con la ventola), la BT49, la BT52 e la BT55 (innovativa ma tragica) e poi alcune McLaren leggendarie come la MP4/4 motorizzata Honda e vincitrice con Ayrton Senna di 15 gare su 16. Tutta l'epoca d'oro della McLaren nel periodo fine anni '80 inizio '90 ha la firma di Gordon Murray (oltre che dei suoi piloti Ayrton Senna ed Alain Prost). Non solo geniale ma anche furbo, ha spesso disegnato le sue F1 ai limiti (e spesso oltre) del regolamento estremizzando per primo i concetti dell'aerodinamica e dell'effetto suolo introdotti da Colin Chapman sulla Lotus, approfittando di regolamenti inadeguati e imprecisi.


Brabham BT46B
(i concorrenti si accorsero che qualcosa non andava quando nelle sgasate da fermo ai box la vettura di appoggiava abbassandosi da sola sulle sue stesse sospensioni)



Brabham BT49



Brabham BT52



Brabham BT55



McLaren MP4/4



McLaren F1




Mercedes McLaren SLR




Caparo T1

mercoledì 26 maggio 2010

Mechanics that say something: Lancia Strato's Zero 1970

E' un grande capolavoro di Marcello Gandini, disegnata per conto della Carrozzeria Bertone fu presentata al Salone dell'Automobile di Torino del 1970. Da non confondere con la Strato's HF "stradale", questa concept è nel cuore di tanti appassionati di automobilismo e di design in genere, insieme a tante dream car leggendarie (512S, Modulo, ecc.) nate a cavallo dei decenni '60 e '70. La Zero provoca una pregiatissima complessità di emozioni ma le sue forme sono semplici, sbalorditive, soprattutto viste dal vivo. Di lei si raccontano tante storie, come quella del passaggio sotto la sbarra chiusa di un parcheggio...
Nota tecnica: motore Lancia Fulvia 1.6, posteriore centrale ruotato di 180°, trazione posteriore.



Portfolio: TC1


Altro schizzo (una 20ina di minuti) per divertirmi in pausa pranzo... Questa volta ho pensato alla mia moto ideale per la strada. Potente e ricca di coppia, essenziale, rumorosa, divertente...
Meccanica Triumph Speed Triple 1050 e telaio "inedito" (il nome fà il verso ai modelli Bimota: motore Triumph e telaio Cito) ... Ho cercato di fondere il carattere da Street Fighter per delinquenti con i sapori romantici delle Cafè e lo spirito delle moto da stunt.. spero che il risultato vi faccia venire voglia di provarla!
Nota tecnica: Misure di interasse analoghe alla SpeedTriple, altezza e lunghezza sella leggermente maggiori.

lunedì 24 maggio 2010

Landi Engineering, Lucca





Ritorno al passato?

12+12+12+8+6+4+6... ma poi perdo il conto....(i cilindri)

550+500+350+400+800... ma poi perdo il conto...(i cavalli)

1900+2015+2005+1850... ma poi perdo nuovamente il conteggio.

(i millimetri di carreggiata)



Per quanto mi sforzi, qualsiasi numero all'interno di questo capannone mi sfugge di mente e inizia a roteare su sé stesso come un albero a gomiti di un motore in fuorigiri, rendendo inutili tutti i miei pensieri.

La situazione non migliora quando i miei poveri occhi iniziano a posarsi sulle forme e sui colori di queste glorie, la sensazione iniziale è confusionaria, a predominanza di rosso ma per alcuni secondi è tutto quello che riesco a percepire. Una macchia intensa e violenta di rosso con lampi di giallo e blu condita con lettere. Poi provo a recuperare la situazione, come in una manovra d'emergenza mi attacco ai manubri, spingo sulle pedane e riapro il gas... mi stropiccio gli occhi... davanti a me vedo una decina di auto da corsa, modelli unici, prototipi, Formula 1, di quelli vecchia maniera, con i motori scoperti, le trombe di aspirazione, le ghigliottine, la puzza di benzina, le gomme posteriori che ti ci puoi stendere sopra... niente nastri separatori, niente stronzate del genere F1 o MotoGP moderna.

Sembra assurdo, ma sto respirando aria di motociclismo vero anche se qui moto non ne vedo... anzi no...eccone una, una ZX12R prima serie... (porca troia sembrano non andarci troppo per il sottile da queste parti...) poi la mia 748, un UNIMOG mezzo smontato, vetroresina, basamenti, cambi e chissà cos'altro... Meccanica vera.

Nessun computer... ne ho visto uno in reception ma a quanto pare è usato solo per mostrare ai clienti foto in loop di spogliarelliste neanche tanto di classe.

Mancherebbe solo una cafè racer messa giù come si deve, ma forse c'è e non riesco a trovarla. In questo luogo un calendario non serve a niente, si vive fuori dal tempo e si respira qui l'aria degli anni '50, là quella dei '60 poco più in là ancora i mitici anni '70 e gli ormai leggendari anni '80. I muri sono tappezzati di qualsiasi tipo di poster, quadro, ci sono le tabelle del muretto in pit lane, ali incidentate, carene, perfino vecchie insegne commerciali storiche... Se l'aspetto temporale è così vago quello spaziale è ai limiti della follia: se non mi fossi recato con le mie ruote fin quì giurerei di essere in un garage inglese, in un'officina modenese, in una carrozzeria torinese. Ma sono nella cara Toscana, a Lucca. All'interno di questo luogo si è creato più o meno spontaneamente un microcosmo, un “meccano-sistema” dove moto e auto di tutti i tipi e di ogni tempo si fondono in una realtà sola, in armonia, senza una logica, perché questo non è un museo, ma un luogo di lavoro, anche molto duro. Visualizzate in una stanza sola tutto questo ben di Dio aggrovigliato, arrampicato, concentrato, completamente folle, selvatico, romantico. Se foste lì, come in preda ad un allucinogeno inizierete a sorridere come idioti, a vederle muoversi, parlare, vi verrà voglia di inginocchiarvi e di toccare una meccanica che non esiste più, una meccanica che vi sporca, che vi eccita per come è concepita e non solo per come scoreggia allo scarico...alla fine mi comprenderete e farete come me. Saluto il Gio, torno verso Julia (la 748), dopo tutto questo le sue gocce d'olio nero per terra hanno un altro sapore, diverso da quello dell'apprensione che ho avuto (forse) in passato, mi piego sopra di lei con amore, la sollevo con forza non badando nemmeno più al suo peso metallico in un corpo da fotomodella, la metto in moto e con l'emozione ancora addosso, mi muovo, in un frastuono di meccanica, verso l'appennino.

E ancora vivo, fuori dal tempo, in uno spazio relativo...

“Urrà! Non più contatti con questa terra immonda!
Io me ne stacco alfine, ed agilmente volo
sull’inebbriante fiume degli astri
che si gonfia in piena nel gran letto celeste!”

F.T.Marinetti – All'Automobile da Corsa - 1908

giovedì 20 maggio 2010

Piloti: Guy Martin




Sponsorizzato dal gruppo Dainese e inseguito dai magazine di mezza Europa che gli dedicano copertine su copertine ... è Guy Martin, inglese di 29 anni, famoso e "invasatissimo" di corse su strada (quest'anno sarà il suo settimo TT), professione meccanico di camion nell'officina di famiglia a Caistor e ovviamente pilota.
Apparentemente è slegato da ogni paura della morte, afferma che tra vincere e morire non c'è molta differenza, sono entrambe delle eventualità e non si può vincere senza rischiare la vita. La cosa che più mi diverte di lui è che sembra "lucidamente impazzito" ed è una caratteristica comune a molti personaggi che amo del mondo delle corse. Se vi interessa leggere qualcosa di divertente su Guy e sul mondo del TT o delle corse su strada in genere, vi consiglio di dare un occhiata a Riders di Maggio.


lunedì 17 maggio 2010

Houston, we have a problem... Seat Altea XL


Ora anche quelli che non se ne erano accorti, vedendone una, magari di notte e con i fari accesi, non potranno fare a meno di trattenere un sorriso...
Il design ha una faccia, uno sguardo, una bocca...qualche volta succede qualcosa di strano e saltano fuori cose cuoriose come il posteriore dell' Altea XL... Sarà per colpa del carryover, sarà un problema di industrializzazione oppure è proprio la svista di uno stilista, sta di fatto che se le curve sopra la targa hanno un perchè aiutando a rendere visivamente più stabile il retrotreno, quelle generate dai fari sono proprio buffe e ricordano inequivocabilmente degli occhi tristi... Un esempio di come 2 semplici curve condizionino enormemente lo stile di una complessa vettura moderna.

Mechanics that say something: MV Agusta F4 Serie Oro '98

Per quanto mi riguarda è amore, quasi certamente un giorno me ne metterò una nel box (magari non una Serie Oro ma poco importa). La Serie Oro 750 è la prima ed è una delle più esclusive, è il modello che ha esordito nel 1998 (12 anni fà) e che ha ridato la gloria ad MV Agusta dopo anni di buio e storielle legate ad un passato troppo lontano. Forse è la moto più bella mai costruita insieme a quella gran gnocca di sua cugina, la 916. Per capire meglio cosa penso di lei vi rimando all'articolo (qui) che le ho dedicato poche settimane prima la presentazione del modello che l'ha sostituita.

venerdì 14 maggio 2010

Portfolio: HC1 Justice 750 V4 Cafè


Cafè Racer su meccanica Honda V4 750cc, ruote e sospensioni BMW. Dedicata a una persona speciale.

Concept: Suzuki Falcorustyco 1985


Presentata al salone di Tokyo nel Novembre 1985 questo concept è ancora oggi innovativo sia dal punto di vista formale che da quello meccanico. Esteticamente si presenta da sè: modernissima, con sospensioni atipiche e con sterzo non convenzionale. E' equipaggiata con un motore 4 cilindri, 4 tempi, 16 valvole. La trasmissione? a catena? a cardano? a cinghia? no, gira voce impieghi un sistema di pompe idrauliche che trasmettono il moto a entrambe le ruote, sistema che tra l'altro, non necessiterebbe di un cambio per la trasmissione del moto. Le sospensioni sarebbero a controllo elettronico e i freni magnetici. Chissà se un giorno esisterà una Suzuki stradale che impieghi tali sistemi, di certo il concetto del rapace rimase in casa Hamamatsu, tanto che nel 1999 venne presentata la famosa Hayabusa (Falco pellegrino), convenzionale certo, ma comunque tra le moto più veloci e potenti di sempre.

giovedì 13 maggio 2010

Misunderstood: Ducati 999 '02


Come in un' antica leggenda, una nobile famiglia con madre bolognese e padre varesino, regnava incontrastata da 8 anni. Vigeva la classe, la bellezza pura e l'innovazione. Questa famiglia era talmente forte e talmente amata che nessuno ebbe mai il coraggio di chiedere la loro ritirata dal potere.
Poi un bel giorno arrivò la rivoluzione. Alla testa dei rivoluzionari c'era un certo Pierre Terblanche, un genio. L'innovazione ormai da anni era vista come tradizione e la famiglia stava perdendo lentamente ma inesorabilmente la sua posizione dei confronti delle famiglie avversarie, soprattutto samurai.
Questa fondamentalmente è la storia che ha portato alla nascita della Ducati 999 (e 749), sostituta della leggendaria "serie perfetta" 748, 916, 996, 998. Rivoluzione quindi, vera, violenta. Via il monobraccio, via la purezza e le curve, via la coda alta ad indicare il cielo e dentro tanta modernità, futurismo, spigoli, fanali mai visti, muscolatura aliena e una ciclistica riprogettata. Ben prima delle tanto osannate RSV4 e KTM RC8 odierne. Perfino il motore, pur rimanendo fedele al passato è a suo modo evoluto e migliorato. Una delle moto più incomprese di sempre, una moto a suo modo bella, molto bella e ben costruita. Bella in un modo che il popolo, ignorante e conservatore, non riuscì a capire. Quindi dopo soli 4 anni (la 916&company campò 8 anni mentre la 1098/1198 è già a 4 anni e non accennano a cambiarla) ecco la restaurazione. La 1098, copia ben riuscita e tecnicamente fantastica, ha conquistato il potere relegando precocemente e immeritatamente la serie 999 ai libri di storia. Ma abbiate fede, un giorno l'incompresa tornerà e si esibirà con onore vicino alla "serie perfetta", molto più di quanto farà una 1098, potete scommetterci.

martedì 11 maggio 2010

Portfolio: MotoGuzzi NewYork 1200 Cruiser 2010


Questo giro ho voluto giocare con la meccanica Guzzi! Niente di speciale, uno schizzo molto veloce (forse si vede) basato sulla Bellagio accorciata...Penso che questa tipologia di moto sia un po' sottovalutata sia dai "customizers" che dalla Guzzi stessa; infatti ritengo che la casa di Mandello non abbia niente da invidiare a un'americana, figuriamoci a una giapponese, soprattutto oggi che ai vertici dello stile ci sono persone in gamba e determinate. Forza Guzzi!

Jorge Lorenzo



Bravo Jorge! Spagnolo di Palma de Majorca, giovane (classe 1987) e veloce, anche grazie a una grande Yamaha, a Jerez ha fatto vedere tante belle cose. Mi sembra una persona intelligente e furba (nel senso buono), con carattere.
Lasciando da parte per un momento la stima che ho per Valentino pilota, Jorge è il rivale di Vale che più apprezzo, Biaggi, Gibernau e Casey inclusi.
Speriamo in un bel campionato a 3! e che vinca il migliore!

Foto MotoGP.com

lunedì 10 maggio 2010

Mechanics that say something: Lancia Strato's HF





La Strato's HF è un vero e proprio "UFO" disegnato da Marcello Gandini, per conto di Bertone, e prodotta dal 1973. Fu fortemente voluta da Cesare Fiorio (Direttore Sportivo Lancia dell'epoca) per impiegarla nei rally, stupito anche lui come il resto del mondo, dalla concept car "Strato's Zero" (1970) con cui comunque questa HF non ha niente in comune se non l'autore dello stile e il brand di appartenenza. (Da qui il mito del passaggio sotto la sbarra chiusa del parcheggio...).
Corta, larga, con un grande parabrezza e montanti sottili, è stata progettata per le corse insieme a Gian Paolo Dall'ara. Il suo layout era innovativo per l'epoca, almeno per un' auto da rally, infatti il suo sviluppo fu particolarmente complesso data la sua grande potenza inserita in un corpo vettura così corto e "cazzuto".
In qualche modo anticipò l'approccio tecnico delle Gruppo B anni '80.

Il suo nome è leggenda, affiancato spesso a quello del "Drago" Sandro Munari, la Stratos ha conquistato innumerevoli vittorie nazionali e internazionali, tra cui 3 modiali rally consecutivi ('74, '75, '76).
Una delle auto più spettacolari e potenzialmente vincenti della storia fu letteralmente uccisa dal marketing che voleva nei rally una vettura realmente di derivazione stradale e marchiata Fiat, per spingerla nelle vendite (la 131). Per fortuna l'era delle Delta diede la rivincita alla grande Lancia.
Nota tecnica: motore Dino Ferrari V6 di 65° trasversale (Dino 246), 2,4 litri, 190 CV a 7700giri/min. .

Foto NetCarShow.com
Altre FOTO sulla Strato's qui,

giovedì 6 maggio 2010

Misunderstood: BMW HP2 Sport





Originale stilisticamente e meccanicamente, bicilindrica boxer con trasmissione a cardano, tecnologica, raffinata, affidabile, leggera, bellissima ed esclusiva.
La vera sportiva a "denominazione di origine controllata" made in BMW Motorrad.
Crukka fino al midollo, altro che S1000RR.

mercoledì 5 maggio 2010

Lella Lombardi



Maria Grazia "Lella" Lombardi è stata la "pilotessa" migliore che abbia mai corso in F1. Si è confrontata con i suoi colleghi maschi dimostrando carattere e stile, conquistando piazzamenti di tutto rispetto nella F1 anni '70, quando le macchine erano toste, i piloti ancora di più e la sicurezza sotto zero.
E' stata una delle donne più veloci in assoluto, gareggiando prima in kart, poi con le Formula Monza, poi nel '68 in Formula 3 e nel '74 con l'esordio in F1 su Brabham Cosworth. Corse anche su March e Williams fino al 1976 disputando un totale di 12 GP è giungendo anche in zona punti, risultato che impressiona considerando alcuni dei suoi colleghi di allora: Niki Lauda, Emerson Fittipaldi, Jochen Mass, Clay Ragazzoni, James Hunt, Jody Scheckter, ecc.
Continuò a correre in varie altre competizioni, soprattutto sui prototipi e nelle gare di durata, diventando infine team manager nel 1988.
Lella è stata portata via da un cancro nel 1992 a quasi 51 anni ma per fortuna rimarrà sempre, con onore, nella grande storia del motorismo mondiale.

Lella Lombardi Fans Page su Facebook

martedì 4 maggio 2010

Portfolio Articoli: Piaggio Cmp31 2009






Articolo e disegni pubblicati su Euromoto di Agosto 2009.
Proprietà di Leditore srl
www.euromoto.eu

Portfolio Articoli: La Via Dell'equilibrio 2009


Parabola moderna su un presente in evoluzione.

Consapevolezza, onestà, equilibrio. Parole che hanno sfondato finalmente le porte del presente, parole che penetrano nelle nostre vite, per fortuna in modo inesorabile, come una marea che sale, onda dopo onda.

L'equilibrio è la risposta, la via per la salvezza e per la gloria, il valore più importante che l'uomo ha il dovere di recuperare per sentirsi maturo, per essere consapevole dell'universo in cui vive, per inizare quel processo di rinnovamento senza il quale saremmo perduti.

L'equilibrio tra passione e ragione, tra investimento e guadagno, tra furbizia e giustizia...valori grandi, intensi, che poco sembrerebbero centrare con una moto lanciata in corsa tra le curve del Penice o tra i cordoli di un autodromo... e invece...invece la moto E' l'Equilibrio, l'icona massima e viscerale dell'equilibrio umano, l'idea di fare una cosa che piace, fiondati nell'incertezza, nel naturale dubbio della vita, consapevoli di fare la cosa giusta, in equilibrio tra il baratro e l'enormità di un'azione che sembra impossibile ed invece accade, con un limite che si sposta di un mm ogni volta, di un millesimo in meno ad ogni giro...metafore ai limiti della lucidità mentale obietterete voi, eppure nell'universo o più in generale in natura, è l'equilibrio che vince. Le logiche che ci hanno portato fin qui sono andate bene solo per arrivare fin qui, adesso non funzionano più. Per spostare il nostro limite bisogna rischiare nuove logiche, nuovi sistemi, bisogna affilare le nostre armi (scienza tecnologia e creatività) e confidare nei nostri carburanti (passione, bellezza, fede) così facendo i nostri limiti cresceranno e finalmente potremmo rendere nobili, oneste e soprattutto legittime le nostre emozioni di uomini.

Sembra tutto così astratto, ma poi queste parole scenderanno in strada, tra noi uomini comuni alla ricerca di un' emozione, saremo noi a scegliere nelle piccole cose, nel comprare l'auto, la moto, al bar, a lavoro, che ci piaccia oppure no, abbiamo in mano la manopola del gas e la leva del freno, e come ai politici e agli industriali toccherà rispettare gli stessi valori noi dovremo fare la nostra parte di persone consapevoli.

lunedì 3 maggio 2010

Portfolio: Streamliner V2 2010


Custom su meccanica Victory.
Dopo una sportiva, una sportiva avveniristica e una maxi enduro ho cercato di rappresentare in base al mio gusto una custom.
Ho inseguito una semplicità formale che ben si sposa con il concetto "streamliner" e anche per questo ci ho impiegato poco per disegnarla.
Intanto sto pensando di provare a fare una Guzzi...

Mechanics that say something: Bimota DB1 '85



Per la rubrica "Mechanics that say something" questa volta pubblico uno dei tanti capolavori di Bimota, la DB1, prodotta tra il 1985 e il 1987.
Il nome rivela che si tratta della prima Bimota con motore Ducati.
Nota per essere completamente carenata (ben carenata) le immagini parlano da sole.
Sembra uscita da un film di fantascienza o da un anime giapponese (moderno).
Nota tecnica: Motore Ducati desmo2 raffreddato ad aria, 750cc, 62 Cv di potenza massima a 7500 giri/min. con una coppia di 61Nm a 6500 giri/min.

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