lunedì 26 dicembre 2011

Inverno


Tempi di festa da queste parti, tempi di calore (artificiale) e umano, grazie agli amici e ad alcuni parenti che in questi giorni si ha modo di incontrare di nuovo. 
Spesso, in passato, questa è stata solo stupida e noiosa tradizione, invece, ora che vivo lontano posso solo chiamarlo "pretesto" ed esserne felice. La mia famiglia è meravigliosa ed è il dono più grande che la vita mi ha fatto. In questi giorni che il sole comincia a muoversi di nuovo verso l'alto, presagendo giornate più lunghe, i soliti "problemi" legati alla mia vita qui in Veneto (e quindi al lavoro) mi agitano meno, rimangono sullo sfondo di un quadro splendido, luminoso come un'opera del Caravaggio o di Turner, emozionale come il lago tra le colline a Dicembre. Proprio mentre il mio corpo comincia a chiedere aiuto, schiacciato dallo stress per un lavoro che impegna la quasi totalità delle mie energie (con risultati modesti in termini di soddisfazioni, non solo economiche) si riaccende dentro di me una sorta di crisi d'astinenza per la vita, quella vera. 
Voglia di comunicare, di condividere, di viaggiare e anche di lavorare nell'accezione più filosofica del termine, dopo un lungo periodo in cui "la voglia di far nulla" era l'unica cosa ragionevole dopo terribili giornate prive di emozioni speciali, se non negative. Ripartire, come un motore che si rimette in moto sputacchiando dopo essere rimasto senza benzina all'improvviso nel bel mezzo di una salita inaspettata...
Con il risvegliarsi di queste emozioni non ha tardato nemmeno il desiderio di velocità... avevo provato a contenere la crescente frustrazione invernale facendomi un doppio giro il ponte dell'Immacolata, ma il "contentino" ha avuto l'effetto opposto e invece di sedarmi e rassicurarmi mi ha eccitato ed emozionato: le lacrime per l'aria fredda che accarezza il viso, il calore del motore che abbraccia le gambe ad ogni sosta, ogni piccolo brivido sull'asfalto umido... gli scarichi di Julia che squarciano l'aria gelida, la familiarità disarmante di Maki in ogni condizione, su ogni suolo, a qualsiasi ora.
Spero che sia davvero questo il momento di piantare gli scudi per la difesa e che sia il momento giusto per avanzare verso il nemico con la spada in mano; sulla Primavera credo di poter contare (anche se non domani), su di me ho ancora qualche dubbio ma ce la metterò tutta. Lo assicuro agli amici come ai nemici.

venerdì 11 novembre 2011

MTSS: Ducati 1199 Panigale (2012)




In genere sono sempre stato accusato di essere troppo sensibile alla bellezza dei veicoli. Come un po' tutti i designer trovo spesso il pelo nell'uovo o quella cosa che mi fa sembrare un cesso una moto che invece piace alla maggior parte dei motociclisti. Qualche volta mi sento orgoglioso di questo fatto ma la verità è che spesso mi rendo conto di non riuscire più ad emozionarmi come una volta e la cosa mi dispiace. E' bello emozionarsi.
Appena ho visto la nuova 1199 ho sentito qualcosa riaccendersi dentro...mi ha stupito e non me l'aspettavo.
Mi hanno insegnato che tutte le forme che colpiscono davvero, che emozionano, hanno origine da una ragione strettamente tecnica e tecnologica che ti permette di osare, di spingerti oltre. Un materiale nuovo, uno stampo nuovo, un concetto nuovo.
Quando la tecnica è ferma per troppo tempo le forme delle cose diventano noiose e c'è bisogno di altro per riuscire a vendere, c'è bisogno di forme ben diverse da quelle della naturale evoluzione, forme che vanno contro il progresso e in un certo senso inutili, direi "diseducative alla bellezza". Il filone del retrò ne è un esempio. Fiat 500, Mini, Bonneville, Vespa..tutti oggetti belli, ma belli soprattutto per come ci fanno sentire e non belli in senso assoluto per i tempi in cui viviamo, in relazione a quello che sono fisicamente, direi "materialmente", nel loro contesto storico. Inoltre in quei casi, strumenti come il marketing assumono un potere spropositato, in grado di confondere le idee e di compromettere il reale valore delle cose.
Ducati comiciava un po' a preoccuparmi, le moto sono splendide, la qualità migliora sempre di più ma mancava qualcosa, qualcosa in grado di farmi sognare. Ho sempre sognato grazie al suo passato, la serie 916 su tutte, che mi ha accompagnato da adolescente quando andavo alle gare o quando le vedevo per strada. Sembrava che il mondo si fermasse. Martedì all'EICMA il mondo si è fermato di nuovo.
Quel telaio-non telaio, quelle forme, così muscolari eppure così aggressive...il codone modellato a 360°... la sua meccanica...con quell'alesaggio "da padella" ... quelle dimensioni assurde ma concrete, capaci di emozionare. Bella. Questa 1199 fa invecchiare di colpo la RSV4 e fa sembrare la 1198 una coetanea della 998. Ancora una volta Ducati sposta verso l'alto l'asticella mentre nel mondo impazza la noia.
Ieri il telaio a traliccio, la Monster e la 916... oggi il frameless in alluminio, la Multistrada e la 1199 Panigale.
Il mondo cambia e lo fa anche Ducati. Avanti così e grazie!

Houston we have a problem: TMAX 2012


Ma dico, ma sono impazziti? In Yamaha sono fuori di testa... hanno fatto un Silver Wing?!? Ma allora era meglio il mio pasticcio! o no? Ussignur che tristezza...


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