mercoledì 16 marzo 2011

Dichiarazione di non appartenenza.

Poco fa mi sono imbattuto in uno di quei tifosi che amano esaltare la propria squadra e che soprattutto non perdono occasione per insultare e cercare di ridicolarizzare la squadra avversaria.
In questo caso ho usato la parola "squadra"; tuttavia questo genere di persone applica lo stesso modo di pensare a tutto: passione motoristica a tutti i livelli, politica, sport, lavoro. Per questi individui la vita è su un sistema binario dove semplicisticamente si è portati a scegliere se ritrovarsi nel rosso o nel blu, oppure nel bianco o nel nero. Quando poi la scelta è apparentemente una scelta di "sangue" allora si toccano veramente livelli di un'assurdità colossale, assurdità che peraltro è difficilmente riscontrabile dalle altre persone che utilizzano a loro volta (per se stessi) il sopracitato "sistema binario".
Credo che questo sia un guaio davvero grosso e potenzialmente infinitamente pericoloso.
La politica insegna: destra o sinistra - altrimenti sei un indeciso.
Indeciso un cazzo.
Nello specifico si parlava di motociclette. Mi sono permesso di scrivere che secondo me i marchi giapponesi sono molto bravi a scegliere i colori per le loro moto da competizione, mentre per le moto stradali sono abbastanza conservativi e scelgono storicamente livree un po' stanche e spesso "tamarre". Con questo concetto, condivisibile o no, sono riuscito a provocare reazioni a dir poco divertenti... Subito ecco il sostenitore del sistema binario correre in soccorso della sua squadra del cuore! Naturalmente invece di smontare la mia tesi basandosi su questioni oggettive è stato più facile per lui prendersela con le squadre avversarie...italiani, inglesi, tedeschi...come se attaccando loro potesse in qualche modo farmi rimanere male. La cosa meravigliosa è che questa reazione è avvenuta per un banalissimo fraintendimento: questa persona aveva probabilmente compreso erroneamente che io ce l'avessi contro la sua squadra del cuore, contro le industrie giapponesi; cosa che tra l'altro, per chi ha dato anche una velocissima vista al blog, dovrebbe risultargli evidentemente una fandonia fenomenale.
Ne approfitto, quì e in questo momento, per urlare la mia dichiarazione di non appartenenza. E non solo in campo motoristico.
Io non appartengo a nulla. Nessun fottuto club, nessuna squadra, nessun colore, nessuna bandiera. Io non sono un tifoso, io non voglio essere un fanatico. Non sono marchiato e non mi sono fatto numerare volontariamente. Possiedo una Ducati ma non sono ducatista, mi riconosco in valori patriottici verso la mia terra ma non sono di destra, rispetto profondamente i principi di ugualianza tra i popoli e mi sento oltretutto progressista senza essere tuttavia in nessun modo di sinistra. Credo che dovremmo essere prima di tutto uomini, essere umani comprensivi che un sistema binario è riduttivo e incompleto per poter comprendere e risolvere la merda di mondo che ci sta intorno. Dovremmo essere individui "retti" e "consapevoli".
Mentre con il "sistema binario" le persone sono divise, una contro l'altra, impegnate a urlarsi contro come nei programmi alla TV, in un sistema "aperto" si verrebbe a creare una naturale selezione delle opinioni e delle idee, un sistema costruttivo e non distruttivo e limitativo come è effettivamente questo.
Certamente sono stato e sarò incoerente (anche) in questo concetto, ma sono dell'idea che la cosa più importante come sempre sia porsi il problema e riflettere. Provarci sempre.
E la vostra opinione qual'è? Ritenete che la mia sia un'opinione sbagliata?

1 commento:

  1. Io concordo.
    Purtroppo viviamo in una società dove è necessario a tutti i costi trovare una posizione. In questi giorni l'ennesima conferma.
    Bellissimo post!

    RispondiElimina

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