domenica 11 settembre 2011

Passo Aprica, Ponte di Legno, Passo del Tonale







Ci sono strade a cui diamo un significato speciale, per tanti motivi.
Questa strada per me ha significato un momento di passaggio, in tutti i sensi... passaggio fisico da una regione all'altra, passaggio inteso come maturazione da un età a un'altra, di responsabilità ma anche spero di soddisfazioni. Questa strada è per me il simbolo del mio trasferimento in Veneto.
In più è una strada, anzi un insieme di strade, meravigliosamente belle.
Si tratta di un paesaggio montano molto famoso tra la Valtellina lombarda e il Trentino, sfiora il Parco dello Stelvio e si addentra nell'Adamello fino a Ponte di Legno, poi prosegue fino al Lago di Santa Giustina, a Cles, poco dopo il confine con il Trentino in direzione Veneto. Si superano due passi molto famosi e tremendamente belli da fare in moto, il Passo di Aprica e il Passo del Tonale ma volendo, per chi ha la possibilità di girare con tranquillità per qualche giorno, ci sono un' infinità di strade mozzafiato per tutti i gusti, dal mototurista, al neofita fino allo smanettone più incallito, poi vi dirò.
Il tratto in questione comincia a Tresenda; arrivati da Como maledicevo già da tempo quella merda di strada trafficata e tremendamente brutta. I camion, i camper e la temperatura climatica e dell'acqua alle stelle mi avevano distrutto i nervi, in più  il peso dello zaino si faceva sentire già da Colico...
"Dulcis in fundo" l'anomalo ritrovamento di qualche goccia di liquido di raffreddamento vicino al tappo della vaschetta... cosa che, paranoico come sono, non ha fatto altro che frustrarmi ancor di più.
Mai come in quel momento ho invidiato il piccolo 695 di Giada, la mia compagna di viaggio...comodo e senza acqua nel motore.
Da Tresenda bisogna seguire verso Aprica,  c'è un piccolo rettilineo che porta al cospetto di una grande catena montuosa che lascia intuire come da li a poco le cose cambieranno, si passa sotto dei piccoli tunnel. Quei piccoli tunnel equivalgono all'ingresso di un parco giochi, pericoloso certo ma più sicuro di molti altri.
Il manto stradale si arrampica velocemente, l'asfalto è perfetto e lì ho cominciato a credere che dopo tanta strada faticosa e noiosa fosse finalmente arrivato il momento di divertirsi, me ne accorgo anche perchè lo zaino, ancora saldamente incollato alla mia schiena, pare senza peso. Mi sono fermato subito a montare la GOPRO sul casco, ero talmente eccitato che non mi sono accorto come la funzione sulla fotocamera fosse quella sbagliata... La strada è sublime, decine e decine di curve e controcurve con l'asfalto pressochè perfetto e senza una curva esageratamente cieca, tornanti facili e curve di tutti i tipi, dal curvone veloce allo slalom da erezione... su queste strade ho cominciato a pensare che nonostante tutto, tanta fatica mi sia stata ripagata e come non mai ringraziavo l'anteriore granitico della 748. Mai andato vicino al limite, non mi è servito, ho goduto come pazzo senza correre grossi rischi, in quell'istante, la possibilità di essere definito come un "fermo" non mi interessava minimamente. Si arriva ad Aprica troppo presto, così presto che verrebbe voglia di scendere di nuovo ai tunnel per poi ricominciare la giostra (e molti lo fanno davvero). Non ricordo nulla del panorama, ero totalmente rapito dalle traiettorie e mai come su quella strada mi sono sentito con la mente spenta, libero. Il tratto fino a Ponte di Legno non è male ma non è divertente come il Passo di Aprica, pare più un "trasferimento" in attesa di asfalti migliori...si passa Edolo, Vezza d'Oglio e infine Temù.
A Ponte di Legno ci siamo fermati per riposarci e per ricostiturci un po' dopo 220 km sotto il sole di Agosto e praticamente a digiuno, nonostante la montagna il termomentro era saldamente sopra i 30°. In altre occasioni, 200 km sono volati via come niente, questa volta abbiamo sofferto. Per il nostro benessere abbiamo scelto con molta fortuna un B&B poco fuori Ponte di Legno, verso il passo Gavia, a Pezzo. Il posto si chiama Yuri B&B. Per noi è stata una grande fortuna incontrare un tipo come Yuri perchè con la sua simpatia e gentilezza ci ha accolti e coccolati in modo ineccepibile, proteggendo le nostre moto nel suo garage (vicino alla sua S2R) e con nostro grande stupore, offrendoci più di quello che avevamo concordato via mail. Un posto che vorrei consigliare anche a chi piace la mountain bike. La struttura è accogliente, sincera e in un luogo magico, immerso nei boschi e lontano dal via vai di Ponte di Legno centro. Abbiamo cenato sempre a Pezzo, in un posto caratteristico con cucina tipica e spendendo il giusto, da Giusy. Per fortuna la sera ha portato un po' di fresco e la notte è passata tranquilla.
Quella zona di Lombardia è assurdamente bella per un motociclista, ogni stupida strada si rivela un suggestivo serpente curvilineo e il tratto che passa da Pezzo verso il Passo Gavia non fa eccezioni, semplicemente bellissimo, da fare e rifare fino alla riserva. La mattina successiva ci siamo diretti verso il Passo del Tonale, sta volta la GOPRO faceva (brutta) mostra di sè in cima al mio casco e la proiezione della mia ombra sull'asfalto grazie al sole mattutino era veramente buffa. Altra strada, stessa musica (o quasi).
Il Tonale è il passo più bello che abbia mai fatto, paesaggisticamente parlando... montagne mozzafiato, pratoni verdi e anche sta volta una strada veramente bella anche se in condizioni leggermente inferiori rispetto all'Aprica, stranamente, soprattutto dalla parte trentina. Fortunatamente il traffico è rimasto scarso per tutta la mattina e anche qui mi sono divertito anche se il ricordo del Passo Aprica e della strada verso il Gavia era ancora molto vivo. Comunque indietro non si torna, la Lombardia era alle spalle, il Veneto già all'orizzonte. Si sale, si sale sempre...belle curve a raggio costante si alternano a curve  lente a raggio crescente e a rettilinei lunghi il giusto a distendere un po' il motore e a farlo respirare. Nessun problema con il liquido di raffreddamento, il livello è sempre rimasto ok. Poi, in cima, l'altopiano quasi desertico e con le strutture sciistiche ferme anticipano il famoso cartello con il nome del passo. Dopo lo scollinamento e la ridiscesa anch'essa divertente comincia un tratto noioso, che non ti aspetti, per lo meno è stato noioso per me, tant'è vero che puntuale come la fame, lo zaino ricomiciava a darmi noia quando ormai eravamo nei pressi di Malè. Nostalgia per i giorni passati, per la Lombardia e per "casa" erano i miei sentimenti in quei momenti mentre mi trascinavo tra una colonna e l'altra di turisti di ogni nazionalità. Un grosso SUV americano targato Bahrain sul Tonale lo noti per forza. Ancora qualche bella curva vicino al Lago di Santa Giustina ma troppo poche per lasciare il segno, tra venditori di mele improvvisati e lavori in corso "tranciapalle" ed ecco Cles, il punto di arrivo per questo racconto. Da Cles in poi non abbiamo potuto proseguire per strade emozionanti per ragioni di tempo, per questo ci siamo autopuniti su extraurbane a grande scorrimento tutte uguali, tutte assurde e piene, stracolme di automobilisti inadeguati e pericolosi. Il caldo senza tregua ha fatto il resto, ma in realtà a parte tutto, vorrei consigliare davvero questi posti perchè sono speciali, a prescindere che la vostra vita sia a un punto di svolta oppure no.

1 commento:

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...