martedì 13 settembre 2011

Sp349 "del Costo"

Sia lodato il (nuovo) Santo Patrono!!!
Costui non so chi sia ma ha fatto il modo che ieri avessi la giornata libera.
Giornata fresca (o quasi), meteo incoraggiante e tante ore libere di un giorno settimanale... cosa c'è di meglio di un giro in moto? Detto, fatto. Ho deciso anche di mettermi per la prima volta la tuta intera (le cui saponette rimarranno vergini a vita) così da cominciare a darle la forma del mio corpicino da ballerino classico. Parte del pomeriggio è andato proprio nella vestizione e in particolar modo nel riuscire a infilare le spalle senza portare il paraschiena all'altezza delle orecchie. Già... ma poi dove andare?
Una parola affiora nella mente... "Costo"... e allora che Costo sia!
Ho scoperto che questa famigerata strada provinciale è praticamente un'istituzione per i motociclisti della zona, e anche se in auto mi è capitato di farla diverse volte non avevo mai avuto l'occasione di andarci in moto. Il fatto che per molti si trattasse di un giorno feriale mi tranquillizzava, avrei potuto fare le mie traiettorie e imparare senza che qualche idiota mi sfrecciasse vicino per farmi vedere che lui e la sua moto sono i più fighi, senza camion, turisti/vacanzieri, suore, ciclisti, giocolieri, venditori di tappeti, ecc.
Vi faccio notare che questa preoccupazione ce l'hanno anche i neofiti della pista, non a caso infatti questa strada è soprannominata anche "Circuito del Costo" per via della grande quantità di motociclisti e delle medie orarie da Tourist Trophy che molti riescono a tenere nonostante i morti (moltissimi) con relative croci e lapidi lungo la strada e nonostante gli autovelox fissi (molti) e mobili (frequenti, soprattutto nel week end).
La giornata è stata all'altezza delle aspettative, ho potuto compiere il tratto dall'uscita di Piovene Rocchette sulla A31 fino ad Asiago ben 4 volte in un pomeriggio, traedone molta soddisfazione, correndo pochi rischi e limando un po' la mia gomma posteriore che prima di ieri era abbastanza imbarazzante, soprattutto sul lato destro. Usciti dall'autostrada (noiosisssssima) si comincia a salire quasi subito e la strada comincia a farsi interesante presto, immediatamente cominciano ad apparire fiori e foto lungo i guardrail e la cosa mi sorprende un pochino: vista dalla moto non sembra una strada particolarmente pericolosa, l'asfalto è ottimo, senza avvallamenti, la carreggiata è larga e le curve cieche poche. Mi chiedo come sia possibile che ne siano morti a centinaia... i motivi sono presto detti: 1- è molto facile invadere la corsia opposta, c'è chi lo fa volontariamente ma anche involontariamente 2- è molto facile andare forte (molto forte) e mentre voi andate forte (ammesso che siate in grado di gestire la velocità) gli altri vanno mooooolto più piano di voi e non si aspettano di vedervi arrivare a 190 all'ora su una strada di montagna, soprattutto se gli altri sono un autoarticolato che sorpassa ansimante un ciclista 3 - forse è proprio la qualità della strada a invogliare il polso destro.
Dal punto di vista strettamente ludico il tracciato è molto bello e completo, molto tecnico, i tornanti sono 10, tutti grandi, facili e propedeutici se non si amano i tornanti in genere. Se si arriva veloci è molto importante saper frenare bene perchè spesso sono preceduti da un piccolo cambio di traiettoria che obbliga, nella maggior parte dei casi, a frenare con la moto piegata facendo un piccolo cambio di direzione col busto.
Dopo il ponte sul Torrente Astico c'è un breve tratto di misto mediamente veloce che porta ai primi due tornanti, tra il secondo e il terzo tornante c'è un bel tratto veloce, poi dal terzo tornante in poi si comincia a salire sul serio. Non descriverò tutti e 8 i tornanti, posso solo dire che in cima, dopo il decimo c'è il punto più bello della salita (è proprio in salita che secondo me si gode di più) una serie di circa 10 curve che bisogna affrontare con il gas in mano spostandosi da una parte all'altra, senza che la moto stia dritta per un secondo. Fantastico! Su questo ultimo tratto ho avuto la conferma che piego molto meglio e molto di più a sinistra.
Arrivati in cima comincia un tratto molto veloce (attenzione, limite 90!) con bei curvoni veloci fatti apposta per la mia ciclistica che si addentrano tra i fitti boschi verdissimi.
Si attraversa qualche piccolo centro abitato, Treschè Conca e Cavrari di Cesuna, poi la strada si tuffa nell'altopiano, sempre bellissima ma più stretta rispetto a quella dei tornanti in salita, con molti sali-scendi, rimane comunque molto tecnica con punti di frenata e accelerazione a moto fortemente inclinata. Purtroppo la possibilità di trovare autobus e camion è tutt'altro che remota, bisogna quindi procedere con prudenza e buon senso... con questi due fattori, questo tratto, se privo di traffico intenso, può essere estremamente divertente.
Poco dopo si arriva ad Asiago, si beve qualcosa e poi si è già pronti per tornare giù, per impararla al contrario. Se poi quando arrivi in valle, mentre sei fermo al distributore squilla il telefono ed è il tuo amico di Asiago che ti vuole invitare per una birra a casa sua, beh, fare inversione e rifarsi tutto il Costo un'altra volta sarebbe l'idea migliore che potreste avere! I migliori inutili 108km della mia vita fin'ora.

4 commenti:

  1. ho il cbx special che trovi sul blog,un gpz 550, un varadero per l'uso quotidiano e un cb 500 four da sistemare oltre a motorini vari...ma sto cercando un gsx-r vecchia scuola che sogno da tempo!:P

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