venerdì 28 ottobre 2011

Ducati 748 - Immensamente Julia

Vorrei dedicare questo post alla mia amata Ducati 748, Julia.
Non capita spesso di trovare opinioni  su motociclette "vecchie" di qualche anno, di solito sono quelle nuovissime a farla da padrone, ma raccontarvi di lei penso possa essere una bella idea per vari motivi: potrei "allenarmi" nella scrittura e nella descrizione delle mie emozioni ma potrebbe essere utile anche a chi desidera acquistarne una usata. Quindi eccomi qui, a scrivere di questa signora matura, ma ancora in grado di far battere il cuore sotto vari punti di vista.
La Ducati 748 fa parte della famosa "Serie Perfetta" e gode di poca popolarità a livello storico-collezionistico perchè è considerata una sorella minore delle più vincenti SBK 916, 996, 998. Tuttavia è molto diffusa tra il popolo degli appassionati "normali" grazie alle valutazioni inferiori dovute principalmente ai molti esemplari immatricolati negli anni, anche se è difficile trovarne una in condizioni originali. Deriva direttamente dalla 916 da cui eredita la quasi totalità dei componenti, il motore stesso è il famoso "quattro valvole" desmodromico, rivisto soprattutto nella corsa (diventa "superquadro") e questo permette alla 748 di raggiungere regimi di rotazione molto elevati, nell'ordine, a seconda delle versioni, degli 11500 giri/min, non poco visto che parliamo di un bicilindrico nato negli anni '80 e profondamente rivisto negli anni '90, periodo di nascita della 748. Il progetto è nato sotto il periodo Cagiva ed ha beneficiato di molte influenze positive: lo sviluppo del CRC ad opera di Tamburini e Robbiano, l'esperienza telaistica lombarda (culla del motociclismo italiano), lo spirito innovatore di Castiglioni e non ultima, la grande capacità progettuale tipicamente emiliana "Made in Borgo Panigale".
Esteticamente si presenta meravigliosa, ancora oggi dopo 17 anni. Verso la fine della sua carriera è stata leggermente aggiornata da Terblanche che l'ha resa ancora più "pura" togliendo alcune prese aria ed esaltando la sua bellezza, resa iconica dalle innumerevoli vittorie.
Il mio esemplare è stato modificato da un precedente proprietario con le carene "chiuse" e la cosa non mi dispiace affatto anche se non corrisponde al progetto originale Tamburini-Robbiano.
Telaisticamente è rigorosa come tutte le Ducati anni '90, telaio a traliccio in tubi di acciaio, sospensioni Showa, ammortizzatore di sterzo, posizione di guida estrema (soprattutto per l'epoca), disposizione delle masse atte a concentrarle lungo l'asse centrale della moto, con i famosi scarichi sottocoda e il monobraccio.
Alla guida è speciale almeno quanto lo è esteticamente, difficile da corteggiare e conquistare ma molto comunicativa e divertente una volta che si è entrati in sintonia con lei. Per me il periodo di apprendistato è ancora in corso, sono convinto di dover migliorare molto nella guida per meritarmi una ciclistica così particolare. E' una moto da "uomini", da possedere fisicamente, senza esitazioni e senza risparmiare le forze, bisogna accompagnarla in curva con carattere, ma lei ricambia con una precisione e una stabilità ancora oggi incredibili. Si esalta nei tratti misti con curve a medio raggio e nei curvoni veloci, è rigida e molto reattiva nei cambi di direzione. La posizione di guida è proiettata in avanti, a volte sembra di poter guidare con le mani sul mozzo anteriore, il campo visivo è molto avanzato, si può vedere a malapena parte del cupolino e niente più, poi l'asfalto. Ho ancora fresco in mente il ricordo del passo di Aprica e dei giri sul "Costo", quando nei continui destra-sinistra-destra Julia mi ha fatto godere tanto, nonostante la mia andatura tranquilla, a malapena brillante. I freni sono esclusivamente quello davanti, quello posteriore lo uso pochissimo e mai per "frenare" ma solo per decelerare, è da usare più spesso però sul bagnato. Per fortuna il freno davanti è davvero buono, dolce e sensibile nella guida normale e aggressivo ed efficace nelle staccate più serie, l'unico appunto che mi sento di fare è sulla quantità di forza necessaria per frenare violentemente, questo può diventare un problema quando sono stanco, dopo qualche centinaio di km...con questa moto ci si stanca davvero molto!
Si porta dietro una reputazione immeritata circa la sua affidabilità e sebbene sia vero che si tratta di una moto abbastanza delicata non è certo per colpa del motore che è, nella realtà dei fatti, un' unità propulsiva degna di rispetto. La maggior parte delle moto che hanno avuto dei problemi è perchè sono state eccessivamente maltrattate nella guida o a cui non è stata fatta la manutenzione. Poi, ci sono dei problemi congeniti abbastanza noti, ma conoscendoli si possono "tener d'occhio" e mi riferisco alle famigerate vaschette del liquido di raffreddamento che si crepano e ai bilancieri della distribuzione che (dicono) tendono a perdere il loro trattamento di cromatura. Incrociando le dita io nessun problema e 28000 km.
Il motore è un po' croce e delizia di questa motocicletta, "croce" perchè a differenza dei parenti di grossa cubatura è abbastanza povero di coppia in basso (viene in aiuto il cambio, con una rapportatura perfetta) e questo sacrifica un po' un certo tipo di guida, soprattutto in montagna..."delizia" perchè, viceversa, quando si comincia a salire di giri la musica cambia, in tutti i sensi! Il suono di un bicilindrico Ducati che gira prossimo ai 10mila giri è mozzafiato, un ruggito che pian piano si trasforma in un latrato pauroso, a prescindere dalle prestazioni comunque non disprezzabili. Nella versione base la potenza è prossima ai 100 CV mentre l'ago della bilancia si ferma intorno ai 200kg.Il rapporto peso/potenza non è quindi dei più entusiasmanti ma il carattere del motore permette comunque un elevato piacere di guida. La cosa è facile da spiegare: quando si vuole andare tranquilli, il motore bisogna tenerlo a basso numero di giri, il consumo di carburante rimane molto ridotto e la coppia ai medi regimi permette comunque belle riprese di 3° o 4° in progressione. Quando invece si vuole andare svelti, è sufficiente tenere il motore alto, a quel punto l'erogazione diviene pungente, per chi non ha molta esperienza perfino violenta, quando la coppia entra nel vivo dai 6000 in sù.
Non è una moto facile, anzi, quando la stanchezza si fa sentire diventa seriamente impegnativa... ovviamente non è tutta colpa sua..ma anche di un pilota con la panza che fa poco sport e che non è capace di guidarla ad alto livello. E' comunque in grado di regalare delle emozioni uniche, una vera esperienza di guida vecchio stampo, una motocicletta "storica ma moderna", fatta di una meccanica sincera, che sporca, che fa rumore e che impressiona, una moto bellissima sopra e sotto la carenatura, che spero di tenermi per sempre.

Atre prove
HD Forty Eight
Monster 1100 EVO

7 commenti:

  1. Bravo, ben scritto!
    Bella Julia! La principessina di casa!
    :)
    PS-L'angolino in basso a destra è mioo :P

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  2. Sono anch'io possessore di una 748 e ogni volta che la guardo è come innamorarsi per la prima volta.. Infinitamente bella,pura,potente e attraente, una moto con la "M" maiuscola. Ha fatto storia e ci resterà per sempre, ha fatto scuola a tutte le altre moto che su di lei hanno preso ispirazione. Mentre scrivo batte un cuore eternamente desmodromico.

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    1. Ciao Anonimo! Sai...io penso le stesse cose quando la guardo anche se in quanto a potenza qualcuno potrebbe avere qualcosa da ridire, non ci piove, è una moto-mito (come dice un mio amico)... le voglio proprio bene...
      In quanto al cuore immensamente desmo, pur rispettando e amando le rosse bolognesi non sono immune al fascino delle altre moto italiane e nemmeno delle tanto odiate (per qualcuno) moto giappo..secondo me tutte hanno il loro fascino e qualcuna ha perfino un certo alone magico..
      grazie per il commento!

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  3. Ciao! Io sono alla ricerca di una 748 come prima moto.. ovvio qualcuno mi ha detto che è un pelo esagerata ma con la giusta testa si puó fare.. spero che mi trasmetta le stesse sensazioni che ha dato a voi e che mi renda fiero di avere una 748.. ciao!

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  4. Le moto si comprano, le ducati si amano.

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  5. Un bel articolo...sincero e genuino..chiaramente sono proprietario di una 748 immacolata...full gass desmo....

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  6. gran bel elogio alla "vecchia ragazza" ne sono un entusiasta possessore anche io da un paio di mesi devo dire che domarla è faticoso ma quando ci dai il gas e senti il ruggito da dentro il casco è una sensazione indescrivibile solo chi l ha montata può capire,grazie ducati

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