lunedì 17 ottobre 2011

Misunderstood & MTSS: Ferrari 312 B3 S "Spazzaneve" (1972)













La Formula 1 ha visto spesso vetture strambe e caratterizzate da linee avveniristiche, il picco di queste apparizioni furono senza dubbio gli anni '70 quando i regolamenti e le tecnologie permisero ai progettisti di sbizzarirsi rendendo il decennio '72-'82 uno dei periodi più creativi della F1.
Gli inglesi, legatissimi al Cosworth DFV, preferivano concentrarsi come da tradizione sul telaio e sull'aerodinamica mentre italiani e francesi erano più propensi a sviluppare le gomme e soluzioni meccaniche atipiche come motori con architetture particolari o la sovralimentazione. Nel 1972 Mauro Forghieri diede prova di coraggio presentando al mondo la mitica 312 B3 S soprannominata in seguito "Spazzaneve" o "Rasaerba". Con questa vettura sperimentale (da cui la "S" del nome) la Ferrari cercò di fondere la filosofia inglese con quella tipicamente emiliana, unendo le caratteristiche uniche del 12 Ferrari alle nuove intuizioni in campo aerodinamico e telaistico. Le forme della Spazzaneve sono da fantascienza, con proporzioni mozzafiato. Pare larga quasi quanto è lunga e impressiona per l'assenza di sbalzi significativi. Il segno distintivo di questa monoposto è ovviamente il muso, che è a tutta larghezza sulle ruote anteriori, un concetto moderno, che aveva giustamente l'intenzione non solo di "caricare" aerodinamicamente l'asse anteriore ma anche di raccogliere una certa quantità d'aria dalle grosse NACA anteriori, aria che avrebbe attraversato internamente la vettura passando dai radiatori laterali per poi fuoriuscire ai lati, generando un effetto suolo, idea nuova su cui arrivarono per primi gli inglesi, primo fra i primi Colin Chapman con cui ci vinse dei mondiali anni dopo. Per questo quindi, i radiatori non sono sul muso ma ai fianchi, più o meno come sulle F1 moderne.Il telaio è in tubi e pannelli di alluminio ed è accoppiato  al leggendario 12 cilindri a V di 180° di 3 litri con cambio longitudinale. Passare dalle F1 di allora "a sigaro" alla Spazzaneve doveva sembrare un passo enorme... le sue pancie larghe, il suo muso così "inglobato" nel corpo vettura, la sua ala posteriore così vicina al motore (nonostante nel tempo fu spostata verso il retrotreno), la facevano sembrare un ibrido tra una vettura sport prototipo, una formula e una fantascientifica vettura da supereroe. Il tentativo di concentrare tutto all'interno di un passo così corto (2330mm!!!) alla fine è risultato controproducente, almeno in relazione alle tecnologie di allora, quando era la sola capacità di guida del pilota a determinare la prestazione e a esaltare la qualità della vettura. Testata a Fiorano e sucessivamente a Monza, nonostante le modifiche al passo e all'ala posteriore, confermò di essere una vettura difficile, molto difficile, soprattutto (e ovviamente) sul veloce. La messa a punto e la sperimentazione avrebbero probabilmente portato a qualche risultato se una serie di vicessitudini non portarono Forghieri lontano dal Reparto Corse F1, in quello che potrebbe essere considerato un "castigo" immeritato. La Spazzaneve, privata del padre creatore, non ebbe modo nè di essere sviluppata nè di correre e venne accantonata in favore di una vettura più convenzionale che ebbe poca fortuna. Poco male perchè, visti i brutti risultati, il Drake ri-accolse l'Ing. Forghieri nella Squadra Corse F1 ristabilendo l'ordine con la sua proverbiale autorità e i risultati non tardarono ad arrivare. Partendo dalle intuizioni della Spazzaneve e dopo averle perfezionate, Forghieri diede vita a una gloriosa stirpe di F1 (le "T") vittoriose nel mondiale nel '75, '77 e '79 con Lauda (2) e Scheckter, le ultime prima di un ventennale digiuno. La Spazzaneve non ha mai corso, tuttavia sta rimanendo nel tempo grazie al suo aspetto, alla sua storia, alla sua atipicità e grazie a chi l'ha amata dopo (e la sta amando), i collezionisti che l'hanno portata alle rievocazioni e che hanno permesso a molti di sentire di nuovo la musica del suo 12 cilindri, diffondendo così la sua storia da "brutto anatroccolo". Per questo motivo la Spazzaneve si "fregia" su questo blog della doppia etichetta "Misunderstood" e "Mechanics that say something" .














Studi recenti sulla Spazzaneve:


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