lunedì 24 gennaio 2011

giovedì 20 gennaio 2011

P38 Concept (2011)






PREMESSA:
Non sono un ingegnere nè un progettista meccanico, per questi schizzi non ho quindi potuto fare calcoli strutturali, studi di ergonomia o simulazioni. Consideratelo come un CONCEPT, anche perchè il concetto di costruzione è complesso e forse improbabile.

CICLISTICA:
L'idea nasce da un mio vecchio progetto per una moto sportiva ma probabilmente l'applicazione ideale è proprio su una bici di questo tipo anche se ne ignoro la reale fattibilità economica e tecnica. (idea che mi ruberanno presto immagino...)
Ho pensato di eliminare il concetto di telaio singolo ma di concepire la ciclistica come un insieme di singoli pezzi che uniti formano una struttura portante (stile Bimota Tesi). Questa idea permetterebbe a mio avviso di smontare la bici completamente in singoli pezzi facilmente trasportabili aldilà del vero e proprio meccanismo di piegatura (che comunque ho fatto). Questo renderebbe la bici facilmente spedibile e "stockabile".
La struttura è composta da 5 elementi principali:
1- Una forcella anteriore monobraccio NON ammortizzata
2- Un semitelaio anteriore
3- Il telaio centrale
4- Il monobraccio posteriore oscillante
5- Il sostegno ammortizzante e di rinforzo

Il telaio centrale è il cuore della struttura e come tutti gli altri elementi (forse il sostegno posteriore si potrebbe fare in tubi) è costruito in modo particolare: si tratta di 2 gusci di alluminio ricavati dal pieno (ma forse sarebbe meglio stampati, anche in carbonio) con spessore ridotto e incollati (o avvitati) tra loro come due gusci di noce, la parte esterna fungerebbe da parte estetica, la parte interna (cava) sarebbe interessante sfruttarla per l'alloggiamento delle canne sella e sterzo (quest'ultima nel semitelaio anteriore) quando la bici è ripiegata , oppure per contenere un motore elettrico con le relative batterie. Il telaio centrale è collegato al semitelaio anteriore (cavo anch'esso con il cannotto) tramite un giunto rotante che permetterebbe nelle mie intenzioni, di far ruotare la parte anteriore di quasi 180°.
La ruota davanti è gestita sul lato sinistro da un monobraccio cavo (composto però da una metà sola e non da due gusci) anch'esso in alluminio (ma anche in tubi) non ammortizzato.
Posseggo una bici dello stesso genere e ho notato che sono molto rigide da guidare, ho pensato per questa ragione di farla ammortizzata sulla ruota dietro, quindi ho preso a piene mani dal mondo delle moto disegnando un monobraccio (sul lato destro, sempre in alluminio, sempre cavo ma senza semiguscio speculare, come la monoforcella anteriore) che lavora insieme a una struttura di supporto collegata al telaio centrale in due punti con un piccolo ammortizzatore svincolabile dal telaio centrale.

Interasse circa 730mm
Diametro ruote con gomme montate circa 420mm
Alcune proporzioni nei disegni potrebbero essere saltate nello sviluppo dell'idea, ma di poco!

PIEGATURA:
Disegnata in questo modo la bici si può smontare completamente, ma secondo me è fattibile anche un buon sistema di piegatura...
Nella tavola 2 si può notare la procedura di piegatura in modo approssimativo. Non è una simulazione meccanica reale!
1- Nel punto 1 le canne di sterzo e sella sono rientrate nel telaio completamente
2- Sganciato lo snodo, metà bici ruota su sè stessa di quasi 180°
3- Si svincola l'ammortizzatore sotto la sella
4- Rimuovendo la ruota anteriore (sgancio rapido) e comprimendo il forcellone fino all'interferenza con la zona sella la bici è quindi piegata del tutto.

Si tratta di un piccolo progetto di concept tutt'ora in corso richiesto da un cliente che mi ha autorizzato la pubblicazione.
Arriveranno sviluppi...

mercoledì 12 gennaio 2011

Mclaren GTR F1



Non sto mai troppo a lungo senza una cantatina dei miei amici V12...

Houston...abbiamo una tuta...brutta...


Lo so..gli sponsor sono tanti e pagano bene...ma a sto giro la tuta di Vale fa proprio cagare.
Bello anche il posto del logo AGV che non sarà mai visto da nessuno.
L'anno prossimo cuciamolo dentro la tuta che facciamo prima! Porc...!!!

domenica 2 gennaio 2011

Tratto da "La pittura Futurista" Manifesto tecnico 11 Aprile 1910


"Voi ci credete pazzi. Noi siamo invece i Primitivi di una nuova sensibilità completamente trasformata. Fuori dall'atmosfera in cui viviamo noi, non sono che tenebre. Noi futuristi ascendiamo verso le vette più eccelse e più radiose, e ci proclamiamo Signori della Luce, poichè già beviamo alle vive fonti del sole."

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